Un altro confuso pensiero di aletta del 24/06/2009
Bene, cercherò di dirlo in punta di tastiera.
Gentili bagnanti ventenni, che condividevate con me un esiguo lembo di terra sul litorale genovese due domeniche fa in pieno pomeriggio, non vi avevo chiesto notizie sulle abilità erotiche orali di un’altra frequentatrice del lido. Come mai, di grazia, a tal proposito è giunto un sonoro grido alle mie orecchie?
Esile fanciulletta di otto-nove anni dal crine biondo cenere, gli occhi verdi e un’invidiabile abbronzatura, mia involontaria compagna di un pomeriggio in piscina, quando ti ho sentito chiedere con aria petulante a un adolescente maschio se sapeva spiegarti dove era affanc… perché se no da sola non ci sapevi andare, il mio battito cardiaco ha avuto una certa accelerazione e mi sono apparse, in un momento, tutte le vallette e vallettine del mondo. Un attacco di femminismo. A volte capitano.
E voi, innominabili tutti, che ultimamente riempite le mie giornate con commenti sulle vostre interessantissime attività sessuali e sugli attributi femminili di quante vi circondano; voi che mi conoscete da mezz’ora - nella quale siete riusciti a citare tutte le parti del corpo deputate alle più varie funzioni - e poi magari mi chiamate cara pensando pure di avere un certo fascino
SMETTETELA DI DIRE VOLGARATE, santa pace, che non c’è bisogno di rendere il mondo peggiore di quanto già non sia.
E sia ben inteso:
io lo so che tutto si può dire, è questione di tono e di contesto. Siete voi che non lo sapete.
le parolacce le so dire anch’io e con una certa creatività. Devo dimostrarvelo per forza?
Un altro confuso pensiero di aletta del 31/05/2009
Ma voi l’avete visto Gran Torino? Io non sono un’espertona dei film di Eastwood e quei pochi che ho visto li trovo un po’ …americani ma spesso di buon livello. Questo non fa eccezione.
Mi ha colpito il fatto che in tutte le recensioni che leggevo si insisteva molto sull’aspetto razziale: insomma, si tratterebbe della storia di un americano old style che capisce che i suoi vicini asiatici non sono poi così male. Certamente quest’aspetto è presente, ma a me è parso che il buon Clint si ponesse un altro tipo di domanda, che mi pongo in realtà anch’io, donne single e insegnante di una frotta di adolescenti maschi, e cioè: che cos’è un maschio? Cosa lo caratterizza? Come fa a diventare grande? Quale rapporto deve esserci tra padre e figlio?
Mentre in Million dollar baby si parlava di un rapporto padre-figlia adottiva che più edipico non si può, qui a me pare che il protagonista adotti il ragazzino asiatico, di cui all’inizio del film si dice chiaramente che è una femminuccia, e che cerchi di insegnargli, un po’ a tentoni, ad essere un maschio, mostrandogli come si lavora, come ci si comporta (vedi anche le lezioni semiserie di machismo nel negozio del barbiere), come si reagisce alle ingiustizie (e qui la scarsa fiducia nelle forse dell’ordine fa male al cuore).
L’insegnamento finale sarebbe, allora, il sacrificio di sé per proteggere quelli che si amano, e sarebbe rivolto anche al giovane prete che parla per sentito dire e non per esperienza e la cui mascolinità è stata apertamente messa in dubbio. Avrò capito bene, mi sarò inventata tutto? E soprattutto, Clint ha ragione?
Un altro confuso pensiero di aletta del 11/05/2009
Ma è possibile, santissima pace, che chi è bello debba essere così frequentemente non imbecille, ma tranquillamente esentato dall'utilizzare il proprio intelletto?
La bellezza, se mi scusate l'ovvietà lapalissiana, è una bellissima cosa. Dovremmo riempirne il mondo e diffonderne noi stessi, con la nostra modesta persona, il più possibile.
Però, figliolo/a, se il Creatore ti ha concesso di esser figo/a non è che hai esaurito il tuo compito su questa terra. Potresti ragionare, lavorare, farti un po' di mazzo anche tu.
Eccheppalle.
Un altro confuso pensiero di aletta del 21/04/2009
E’ strano questo periodo, sospeso tra le due città dove vivo senza sceglierne in alcun modo nessuna; è in bilico tra la gratitudine e il sollievo per tutti gli scampati pericoli della mia vita, l’affetto di tutte le persone importanti e l’angoscia per la solitudine che a volte potrebbe diventare troppo forte. Cerco di uscire tutte le mattine con la curiosità di vedere chi incontrerò ma avverto preoccupazione per una situazione sociale che mi pare si stia deteriorando di giorno in giorno. Cerco di difendermi quando è necessario e di lasciar cadere le difese quando è indispensabile mettersi in gioco, ma non so mica se sono capace e se distinguo con esattezza le due circostanze... Voglio uscire a correre ma anche rimanere ferma a pensare, mi sembra di avere delle questioni da risolvere ma non so bene ancora tutte quali siano. Mi sento tanto vecchia e tanto giovane.
E anche ora scrivo e riscrivo e correggo e preciso e cancello e nulla mi rappresenta.
Ad esempio la cogestione organizzata a scuola all’inizio del mese ha fatto emergere alleanze e capacità di collaborazione ma anche dinamiche di potere e prevaricazione, tra prof e tra studenti. Poi è finito tutto o quasi con un momento disco disco davanti alla scuola- quello che è stato pomposamente definito “concerto finale” ; la prof. Aletta sentendo la bozzissima Infinity si è ricordata che le sue creature di quarta l’avevano fatta partire dai cellulari una volta che eravamo fuori a lavorare, ha pensato stanno suonando la nostra canzone e si è messa a saltare ballare e cantare con loro.
Mi hanno pure preso e fatto volare per aria.
Uno dei momenti più belli della mia esistenza.
Il giorno dopo ero di nuovo a sbritargli in faccia che non erano abbastanza attenti alla mia sublime spiegazione de Il cinque maggio.
Strana la vita.
Per vostra sfiga ora sono dotata di chiavetta per connessione al web. Poveri voi :-)
Un altro confuso pensiero di aletta del 08/03/2009
Da quando in qua, mi chiedo, lo scopo della vita è stato di scorrerle attraverso senza toccarla e senza esserne toccati, senza lasciare segno del proprio passaggio, senza provare nemmeno a modificare l’esistente, trincerandosi dietro uno sconsolato ma rigido e irremovibile non si può fare?
E va bene la crisi, ma qui sembriamo usciti dal Gattopardo, che in quest’ultimo periodo sto rileggendo per motivi scolastici e mi fa venire il mal di pancia e un gran senso di claustrofobia.
Se ora siamo adulti, un po’ di responsabilità ce l’avremo, no? E se non riusciremo a realizzare alcuni progetti, ci avremo almeno provato e non sono sicura che andremo in giro con la testa più bassa. E’ già bassa!!